Incontro con Dio

La storia di Davide e il suo particolare e speciale incontro con Dio.

" La mia storia inizia nell'aprile 2003 quando visito per la prima volta i luoghi francescani.
Per un malessere fisico il medico mi aveva prescritto il riposo assoluto per oltre due mesi, stop forzato a tutte le competizioni podistiche fino alla stagione successiva. Approfittando di questa sosta obbligata, mia moglie Ana mi propone di andare ad Assisi con il gruppo del Santuario dell'Oasi. Sono fortemente restio ad accettare perché per me preti e comunità parrocchiali non godevano di grande considerazione. Fino ad allora, infatti, in chiesa ci ero entrato solo perché obbligato, nel vero senso della parola. Dalla mia adolescenza a quel momento vi ero entrato, per considerazione di mia moglie, solo il giorno del nostro matrimonio. Vivevo tranquillamente questo rapporto di distacco, fondato sulla rispettosa libertà degli altri a credere. Tant'è vero che non ho mai ostacolato o impedito che Ana partecipasse alla Messa domenicale. L'accompagnavo restando fuori ad aspettare che finisse. Per coerenza e correttezza non assistevo neanche alle funzioni obbligate di Pasqua e Natale. Lungi da me ogni pensiero di varcare quella soglia. Se avessi avuto un rapporto con Dio, me lo sarei autogestito e non c'era bisogno dell'intermediazione dei preti. Pur di accontentarla, decido di partire per Assisi con questo gruppo di sconosciuti ma pongo una condizione: se il clima fosse stato di rosari ad oltranza e di prediche estenuanti avrei piantato tutti e, presa la mia valigia, avrei fatto immediatamente ritorno a casa. Lei accetta la sfida e così salgo sul pullman quella sera del 23 aprile 2003. Sono pronto a vivere questa avventura con aria di scetticismo e snobbismo. Le mura difensive sono ben solide, subito innalzo le barricate fatte di libri e riviste giusto per marcare il territorio. La mattina successiva arriviamo non ricordo dove però ho ben presente che Teresa mi mette in mano un libro rosso. Più tardi scopro che hanno pregato le lodi mattutine. Il tempo passa ma di clima cupo neanche l'ombra.
E' una comitiva allegra e vivace che però continuo a tenere ad un palmo da me perchè non voglio essere coinvolto. Pensavo tra me e me che quei sorrisi e quell'accoglienza erano come di quei tizi che vogliono venderti le pentole... Comunque sia, pian piano scambio qualche parola con gli altri ma soprattutto li ascolto e li osservo, sempre da dietro le pagine di un giornale. Loro rispettano la mia scelta e intanto cantano una canzone - Un' altra umanità . Mi ripeto "Non farti coinvolgere!". E arriva l'ultimo giorno e l'ultima tappa...la Verna. E' domenica e fa parecchio freddo. Non so perchè decido volontariamente di entrare in chiesa. Prima volta in vita mia! Nel frattempo questa si riempie fino all'inverosimile tanto che ho bisogno di uscire per respirare un po' d'aria fresca...con una sigaretta in bocca! Quando chiedo di entrare, essendo le porte chiuse, il custode me lo vieta perchè così detta la regola a messa iniziata, e forse non c'è neanche più posto. Come? Proprio ora che volevo...mi chiudono fuori!! Non è possibile! Sono arrabbiato con Dio. "Ti vengo a far visita - gli dicevo - e Tu mi chiudi fuori!" Non so come mi ritrovo in una cappella, che successivamente mi hanno indicato come la cappella delle stimmate di San Francesco, a pregare con tutto me stesso. Riunitomi con gli altri, incomincio a tormentarli con la storia del sequestro e altro... In quella cappella piccola e appartata la mia vita è cambiata. Certo, non è stato tutto semplice e rapido. La decisione di far mio il progetto di essere Vangelo vivo ha richiesto forti cambiamenti e, soprattutto, tanti tagli col passato che ancora oggi fanno male. La razionalità poneva una resistenza estrema, volevo capire con la mente cosa mi stesse succedendo. Però ho iniziato ad abbassare le difese dinanzi ad un sorriso di Angela che mi ha accolto la prima volta ad un incontro comunitario, per dopo capitolare definitivamente durante una catechesi sulla Genesi...Ah, quelle parole di Dio ad Adamo: "Dove sei?". Gli ho risposto e sono uscito allo scoperto senza vergogna e con tutta la mia umanità. La paura iniziale si è sciolta quanto più divenivo consapevole che al mio fianco c'erano Cristo e Maria. Oggi continuo in questo cammino, con tutte le umane debolezze, testimoniando la mia Fede vissuta quotidianamente con la gioia e l'allegria di chi è consapevole di essere amato! Davide